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Quello che pensano gli altri di noi non ha alcuna importanza e nessun valore. Non ci deve interessare. Non vale proprio niente. L’unica cosa che conta è quello che noi pensiamo di noi stessi.

Molte persone non vivono pienamente la loro vita, perché hanno paura delle opinioni altrui. Siamo convinti di dover piacere a tutti. Non é assolutissimamente vero. Piacere a tutti vuol dire, visto che tutti siamo diversi, adattarsi alle esigenze degli altri. I fluidi si adattano, le persone interagiscono. 

Avere paura del giudizio e della critica delle altre persone ci porta a rinunciare a tante cose:

  • Non realizzo la mia vita perché chissà cosa penserà la gente;
  • Non chiedo l’aumento al capo, anche se me lo merito, perché ho paura del suo giudizio;
  • Non parlo in pubblico perché tutti mi giudicheranno;
  • Non mi metto la camicia che mi piace molto perché è uguale a quella che ha la tizia delle risorse umane. ect..

Quando abbiamo paura del giudizio i nostri sintomi sono:

  • Imbarazzo: di solito si manifesta con il non sentirsi a proprio agio in alcune situazioni.  Reazioni fisiche: rossore in viso, gesti non coordinati di arti e membra. Si evita il contatto oculare con gli altri individui. 
  • Mancanza di personalità: si perde la capacità di decidere o di far valere le proprie idee. Non si riesce quindi a comunicare liberamente e facilmente il proprio pensiero. Molte volte si preferisce tacere che provare a dire la propria. Si cerca di evitare problemi, quindi anche le discussioni che potrebbero insorgere con un confronto di idee.
  • Complesso d’inferiorità:  Si cerca di impressionare gli altri con le proprie imprese a costo di esagerare. Quindi si cerca sempre di assomigliare agli altri.
  • Scarsa ambizione: la pigrizia mentale e fisica si tramuta in mancanza di obiettivi. E senza obiettivi da raggiungere si perde anche la volontà di migliorarsi e crescere. Si perde lo scopo. E quando perdi lo scopo, perdi te stesso.

Ecco una strategia:

  • sii più spontane@. Non essere accondiscendente per qualsiasi argomento. Comunica le tue opinioni in modo educato ma deciso.
  • Comunica in modo efficace con la tua voce interiore. E’ necessario capire che noi tutti abbiamo una vocina che, anche se non vogliamo, ci da il suo giudizio.  Questa vocina ricorda sempre alla nostra parte cosciente le regole di comportamento, valori e convinzioni che abbiamo acquisito durante la nostra esistenza. Non è possibile eliminarla e non sarebbe neanche un risultato auspicabile, ma è possibile cambiare il suo grado di severità, in modo da farci sentire più adeguati.
  • Imparare a distinguere tra critiche manipolative e critiche costruttive (sia che provengano dall’esterno che da noi stessi e in questo caso sono spesso le più spietate). Le critiche manipolative hanno lo scopo di creare imbarazzo, senso d’incompetenza, d’ignoranza, di colpa. Le critiche costruttive hanno, invece, un altro scopo e obiettivo. Sono volte, infatti, al miglioramento, al benessere. Di solito la critica costruttiva, per chi li sa distinguere e li sa accettare, è il miglior strumento per migliorare
  •  Non avere vergogna di chiedere aiuto. Esistono professionisti che ti possono aiutare a fare uno scatto evolutivo per migliorare. Chiedere aiuto non è un segnale di debolezza ma bensì di grande forza.

Ricordati sempre di vivere la tua vita e non quella di altri.